Due distretti, una stessa geometria

Il territorio modenese ospita due specializzazioni molto diverse: il distretto ceramico, che si estende tra Sassuolo, Fiorano e l’area reggiana, e il polo biomedicale della bassa pianura. Nella prima si lavora con forni, presse e linee lunghe; nella seconda con camere pulite e produzioni controllate. Eppure, viste dall’alto, molte di queste fabbriche condividono una geometria: capannoni ampi, campate regolari, un carroponte che percorre la navata e impianti meccanici che devono trovare posto senza intralciarlo.

Questo testo è uno scenario editoriale. Non riguarda stabilimenti reali né commesse dell’agenzia: serve a fissare le domande che conviene porsi quando si progettano staffaggi in un ambiente produttivo di questo tipo.

Il carroponte detta lo spazio libero

In una navata servita da carroponte, la quota utile per tubazioni, canali e passerelle non è una scelta dell’impiantista: è il risultato della sagoma di ingombro del mezzo di sollevamento e dei suoi percorsi. Gli staffaggi impiantistici finiscono così confinati in fasce ristrette, spesso lungo le pareti o tra le capriate, dove convivono con linee elettriche, aria compressa e impianti antincendio.

In questa fascia ogni staffa deve rispettare tre limiti contemporaneamente: lo spazio libero del carroponte, l’accessibilità per la manutenzione e la compatibilità con la struttura portante dell’edificio, che non sempre è progettata per ricevere carichi aggiuntivi.

Nei capannoni ceramici si aggiunge il tema delle polveri e del calore radiante vicino ai forni, che incidono su accessibilità e scelta dei materiali; negli stabilimenti biomedicali, al contrario, contano la pulizia delle superfici e la separazione tra zone a contaminazione controllata e aree tecniche. Lo stesso sistema di staffaggio deve quindi rispondere a domande molto diverse a seconda del reparto in cui viene installato, anche all’interno dello stesso sito.

Linee che cambiano più spesso degli edifici

Nelle produzioni ceramiche e biomedicali le linee vengono riorganizzate, allungate o sostituite con una frequenza maggiore rispetto all’involucro che le ospita. Un sistema di staffaggio pensato solo per la configurazione attuale rischia di diventare un ostacolo al primo riassetto. Le strutture modulari che MEFA presenta per l’industria di processo nascono anche per questo: poter essere adattate senza ripartire da zero.

Nel distretto tra Modena e Sassuolo, dove gli impianti produttivi vengono aggiornati con regolarità, chiedersi in anticipo che cosa cambierà nei prossimi anni è spesso la domanda più redditizia dell’intero progetto impiantistico.

  • Quali linee sono considerate stabili e quali verranno probabilmente spostate?
  • Quali utenze scendono dall’alto verso le macchine e con quale frequenza cambiano posizione?
  • Chi autorizza i fissaggi sulla struttura esistente, e su quale documentazione?

La componente sismica non va lasciata in fondo

Gli eventi sismici che hanno colpito la pianura emiliana sono ancora nella memoria di chi lavora nei capannoni della zona, e hanno reso evidente quanto gli impianti sospesi possano diventare un rischio aggiuntivo. Gli staffaggi antisismici per impianti meccanici non sono un accessorio da aggiungere a progetto chiuso: vanno ragionati insieme al percorso delle reti. Le verifiche restano responsabilità dei progettisti incaricati; MEFA presenta sistemi antisismici e un servizio tecnico di sviluppo che lavora a partire dalle informazioni del caso.

Che cosa portare al primo confronto

Serve una sezione della navata con la sagoma del carroponte, una planimetria delle linee che indichi quali sono fisse e quali mobili, l’elenco delle reti da sostenere e le informazioni disponibili sulla struttura portante. Se esiste un piano di riassetto produttivo, anche solo in bozza, allegalo: cambia il modo di pensare il sistema. Utili anche le fotografie delle zone più congestionate, dove reti e carroponte si contendono lo stesso spazio.

Agenzia Pellegrini ascolta richieste nel raggio di circa 200 km da Vigasio e la provincia di Modena vi rientra. La competenza territoriale di MEFA la definisce il produttore e si conferma al primo confronto, senza promesse di copertura o di esito.

MEFA e Modena: dove proseguire

Questa scheda fa parte del percorso MEFA del Magazine. Per capire competenze e modalità del confronto leggi la pagina MEFA: staffaggi e strutture modulari; per l’area di ascolto di circa 200 km da Vigasio, consulta le FAQ sui territori seguiti e le soluzioni MEFA.

Fonti e approfondimenti

Le informazioni generali non sostituiscono la valutazione del progettista e la documentazione aggiornata di MEFA.