Parole che nel BIM non significano sempre la stessa cosa
Chiunque abbia partecipato a una riunione di coordinamento sa che «modello aggiornato» può voler dire tre cose diverse a tre persone diverse. Con gli staffaggi il rischio si moltiplica, perché il supporto è un oggetto piccolo, numeroso e spesso inserito da chi non lo ha progettato. Un breve glossario condiviso a inizio commessa evita buona parte delle incomprensioni.
Non si tratta di imporre un linguaggio: si tratta di scrivere nero su bianco che cosa intendiamo quando usiamo certe parole. Ecco quelle che ci sembrano più utili, con il significato con cui le usiamo in questo articolo.
- Oggetto segnaposto: ingombro che riserva lo spazio senza rappresentare un componente scelto.
- Oggetto del produttore: elemento scaricato dalle risorse BIM/CAD di MEFA, da usare dopo averne verificato la pertinenza.
- Revisione di riferimento: la versione degli elaborati che il gruppo ha concordato come valida.
- Verifica: controllo svolto da un professionista, distinto dalla semplice presenza dell’oggetto nel modello.
- Punto aperto: questione registrata con un nome accanto, in attesa di risposta.
Staffaggio nel modello: definizione breve
Uno staffaggio nel modello è la rappresentazione digitale di un sistema di supporto: serve a verificare ingombri, interferenze e coordinamento fra discipline. La sua presenza non dimostra che il supporto sia verificato dal punto di vista strutturale.
Quest’ultimo passaggio richiede calcoli e valutazioni di competenza professionale; strumenti come StatiCAL, presentato da MEFA come supporto al calcolo statico, possono affiancare chi se ne occupa, senza sostituirne la responsabilità.
Il conflitto che il modello non vede
Un software segnala le collisioni geometriche. Non segnala che due squadre vogliono passare nello stesso momento, né che uno spazio libero in modello è occupato da un ponteggio, né che un supporto rappresentato in un punto è comodo da disegnare e scomodo da montare.
Per questo il coordinamento non finisce con il rapporto di interferenze. Serve un secondo livello di lettura, più vicino al cantiere, che il modello da solo non produce. Chiedere all’installatore di guardare il modello prima della posa è, spesso, il controllo più economico che si possa fare.
Chi aggiorna che cosa
Il problema più concreto dei flussi BIM non è tecnologico ma organizzativo: chi ha il diritto di modificare un oggetto, chi deve essere avvisato, chi approva. Quando la risposta non è scritta, ogni modifica diventa una piccola trattativa.
Una regola semplice, che si può dichiarare in una riga, è sufficiente: per ogni famiglia di oggetti c’è un responsabile dell’aggiornamento e un responsabile della verifica, e non sono necessariamente la stessa persona. Dove il produttore interviene, il suo contributo va registrato come tale, distinto dalle decisioni di progetto.
Un’ultima abitudine che ripaga: a fine riunione, leggere ad alta voce l’elenco dei punti aperti con i rispettivi nomi. Se qualcuno corregge, meglio ora che tre settimane dopo; se nessuno corregge, il verbale ha già fatto il suo lavoro.
Il passaggio fra due revisioni
Supponiamo che un altro gruppo di lavoro aggiorni il percorso di una rete impiantistica. Prima di riutilizzare le informazioni sui supporti, il coordinatore può chiedere quali elementi richiedono una nuova verifica e chi deve esserne informato. Questo esempio mostra il valore di un processo condiviso: il modello conserva utilità quando i cambiamenti vengono comunicati alle persone responsabili, con un riferimento chiaro alla revisione precedente.
Quando il gruppo di progetto lavora su sedi diverse
In uno scenario con uno studio a Verona e altri interlocutori a Vicenza o Trento, la distanza rende particolarmente utile un riferimento documentale condiviso. Ogni richiesta sulle risorse MEFA dovrebbe identificare versione e domanda da affrontare. Non occorre attribuire alla località caratteristiche tecniche particolari: il valore sta nel permettere a ciascuna persona di leggere lo stesso contesto, anche quando il confronto avviene a distanza.
Portare il glossario al tavolo con MEFA
Se il tuo studio o la tua impresa lavora con il BIM e vuole capire quali risorse MEFA metta a disposizione e come usarle nel flusso, scrivi ad Agenzia Pellegrini. Facciamo da tramite verso il produttore e ascoltiamo richieste entro circa 200 km da Vigasio; la competenza territoriale del mandato si conferma nel primo confronto, senza promesse.
Portaci il vostro glossario, o anche solo le due o tre parole su cui in studio non vi capite: è un ottimo punto di partenza.
Approfondire MEFA: BIM e staffaggi: coordinamento degli impianti
Questa scheda fa parte del percorso MEFA del Magazine. Per capire competenze e modalità del confronto leggi la pagina MEFA: staffaggi e strutture modulari; per l’area di ascolto di circa 200 km da Vigasio, consulta le FAQ sui territori seguiti e le soluzioni MEFA.
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- Sito ufficiale MEFA e la fonte principale di questo articolo: MEFA · Strumenti di progettazione
Fonti e approfondimenti
Le informazioni generali non sostituiscono la valutazione del progettista e la documentazione aggiornata di MEFA.


